“La Bulgaria sarà un partner affidabile che lavorerà per l’unità dell’Unione europea”, ha dichiarato la ministra degli Esteri Velislava Petrova-Chamova ai giornalisti bulgari a Bruxelles, dove si erano riuniti i ministri degli Esteri dell’Unione.

Il nuovo governo di Sofia guidato dal nuovo primo ministro Rumen Radev ha compiuto quindi la sua prima apertura filo-europea, promettendo di non agire contro il percorso di integrazione, anche se emergono segnali di cautela volti a preservare il sostegno dell’elettorato filorusso che aveva appoggiato l’ex presidente.

“Crediamo che un’Europa forte sia positiva per la Bulgaria, ma la Bulgaria deve trovare un proprio ruolo attivo all’interno dell’Unione europea, invece di essere semplicemente un paese che segue”, ha aggiunto.

Questo slogan rappresentava la linea ufficiale della campagna della coalizione di Radev, Bulgaria Progressista, che ha ottenuto la maggioranza parlamentare e formato il primo governo bulgaro in quasi trent’anni dotato di un mandato politico stabile e ampio. Resta però poco chiaro come Radev interpreti il “ruolo attivo””della Bulgaria nell’Unione e se questo approccio si rivelerà costruttivo nella pratica.

Questa formula politica mira chiaramente a comunicare all’elettorato euroscettico che Radev non si comporta come uno “yes man” a Bruxelles. Già durante la sua presidenza, infatti, manteneva due narrazioni parallele: una nel Consiglio europeo, dove la Bulgaria non creava particolari problemi sotto i governi tecnici da lui sostenuti, e un’altra più euroscettica sul piano interno, a Sofia.

Dalle elezioni in poi, tuttavia, i segnali provenienti da Sofia sono stati perlopiù positivi rispetto al mantenimento di una linea pro-europea, soprattutto dopo che Petar Vitanov, leader del gruppo parlamentare di Bulgaria Progressista, ha annunciato che la coalizione non revocherà l’accordo bilaterale di sicurezza della Bulgaria con l’Ucraina.

Durante la sua presidenza, Radev era stato tra i più duri critici degli aiuti militari all’Ucraina e aveva spesso definito i suoi avversari politici interni “guerrafondai”.

“Non saremo un partner distruttivo che si limita a porre condizioni e contribuisce all’erosione dell’unità europea. Allo stesso tempo, renderemo chiaro l’interesse nazionale della Bulgaria”, ha dichiarato la ministra degli Esteri.

In questo contesto, il premier Rumen Radev ha accettato un invito del cancelliere tedesco Friedrich Merz per effettuare la sua prima visita ufficiale in Germania.

Alla domanda su quale messaggio la Bulgaria intendesse inviare attraverso questa visita, Petrova-Chamova ha risposto: “È una chiara riaffermazione di una forte posizione europea e del lavoro all’interno dell’Unione. Vogliamo vedere l’Unione diventare sempre più forte”.

Consigli a Skopje: accelerare il percorso europeo

Sulla questione del veto bulgaro che blocca l’apertura formale dei negoziati di adesione all’Unione europea della Macedonia del Nord, Petrova-Chamova ha dichiarato di aver già avuto “un ottimo primo incontro” con il ministro degli Esteri macedone Timčo Mucunski.

La Bulgaria ha ribadito la propria posizione: il veto resterà in vigore finché Skopje non includerà la minoranza bulgara nella costituzione del Paese.

“Questa posizione è stata riaffermata ancora oggi. Sono lieta che esista un consenso politico molto ampio su questo tema in Bulgaria. Ho trasmesso questo messaggio anche ai nostri partner nordmacedoni. Ci aspettiamo azioni da parte loro che dimostrino una piena volontà politica di proseguire nel loro percorso europeo”, ha affermato.

La Bulgaria ha inoltre ricordato alla Macedonia del Nord che Paesi vicini come Montenegro e Albania stanno facendo progressi significativi verso l’adesione all’Unione e che l’attuale finestra di allargamento potrebbe restare aperta solo per i prossimi anni.

“Se non coglieranno questa opportunità, potrebbero davvero perdere il treno. Dovrebbero attenersi all’accordo raggiunto nel 2022 e adottare i passi politici necessari per aprire il proprio percorso europeo”, ha aggiunto Petrova-Chamova.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato da EUAlive disponibile qui.

, , , ,
Per approfondire
Latest Posts from Focus Europe

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *